Costruire una pipeline di talenti più solida significa guardare oltre i posti vacanti di oggi. I datori di lavoro devono chiedersi quali competenze resteranno rilevanti, chi può accedere alle opportunità e come le persone possono continuare a crescere mentre il lavoro cambia.
Key takeaways
- Una pipeline di talenti sostenibile dovrebbe anticipare il fabbisogno futuro di competenze, invece di reagire solo ai posti vacanti attuali.
- Lo sviluppo delle competenze può ridurre le lacune ricorrenti nelle assunzioni, aiutando le organizzazioni a costruire più capacità al proprio interno.
- Il reclutamento inclusivo può ampliare l’accesso ai talenti eliminando barriere inutili e riconoscendo le competenze trasferibili.
- Percorsi di carriera più chiari possono collegare il reclutamento alla mobilità interna, alla crescita professionale e alla fidelizzazione a lungo termine.
- Pipeline di talenti più solide aiutano le organizzazioni a rispondere in modo più efficace alla carenza di competenze e all’evoluzione delle esigenze di personale.
Il «Sustainable Work Report 2025» di Gi Group Holding descrive il lavoro sostenibile come un modello che aiuta le persone a entrare, restare e crescere nel mercato del lavoro lungo tutta la loro carriera.
Per i datori di lavoro, questo approccio pone due dei suoi pilastri – Occupabilità & Soddisfazione e Diversità, Equità & Inclusione – al centro di una pianificazione efficace della forza lavoro. Apprendimento continuo, sviluppo professionale e orientamento di carriera aiutano i collaboratori a restare occupabili per tutta la vita lavorativa. Allo stesso tempo, ridurre le barriere strutturali all’occupazione amplia l’accesso a talenti preziosi che altrimenti potrebbero sfuggire.
Una pipeline di talenti sostenibile si basa quindi sull’unione tra reclutamento tradizionale, sviluppo delle competenze e pratiche inclusive. È uno dei principi che preparano le organizzazioni al fabbisogno futuro di personale.
Perché le pipeline di talenti devono evolvere insieme al mercato del lavoro
Una pipeline di talenti sostenibile deve rispecchiare l’evoluzione del mercato del lavoro, non solo i ruoli che i datori di lavoro devono coprire oggi. In Svizzera l’accesso a personale qualificato resta una sfida evidente: nel secondo trimestre del 2026 il 33,9% delle imprese ha segnalato difficoltà nel reclutare personale qualificato, mentre i posti vacanti sono aumentati del 2,7% su base annua, secondo la SECO.
La pressione sul mercato del lavoro è anche strutturale. Il Fondo monetario internazionale (FMI) osserva che l’invecchiamento della popolazione e il disallineamento delle competenze stanno riducendo l’offerta di manodopera, in particolare nelle professioni altamente qualificate.
L’upskilling mirato e i percorsi di formazione professionale fanno parte della risposta. Del resto, una pipeline di talenti valida non può limitarsi a sostituire chi se ne va. Deve chiarire:
- quali competenze serviranno;
- dove potrebbero emergere carenze;
- come le organizzazioni possono ampliare e sviluppare il bacino di talenti a disposizione.
Cosa significa il lavoro sostenibile per la strategia della pipeline di talenti
Il «Sustainable Work Report 2025» di Gi Group Holding articola il lavoro sostenibile in quattro pilastri interconnessi:
- Lavoro dignitoso & sicuro;
- Occupabilità & Soddisfazione;
- Diversità, Equità & Inclusione;
- Salvaguardia delle risorse per il futuro.
Tra questi quattro pilastri, due hanno le implicazioni più dirette per la pipeline di talenti:
Occupabilità & Soddisfazione si concentra su apprendimento permanente, upskilling, reskilling e orientamento di carriera, aspetti fondamentali quando i requisiti di competenze cambiano.
Diversità, Equità & Inclusione mira a eliminare le barriere che possono impedire alle persone di accedere alle opportunità o di crescere una volta entrate nel mondo del lavoro.
Nel complesso, questo modello suggerisce ai datori di lavoro di considerare la propria pipeline di talenti come qualcosa di più di un semplice bacino di candidati. Ciò riflette anche la strategia centrale di Gi Group Holding di andare oltre il reclutamento tradizionale – «Going Beyond» – che concepisce le pipeline di talenti come ecosistemi a lungo termine a sostegno di occupabilità continua, fidelizzazione e sviluppo.

Come possono i datori di lavoro costruire una pipeline di talenti che resti valida nel tempo?
La sfida è tradurre questi principi nelle decisioni quotidiane sul personale. I datori di lavoro hanno bisogno di strumenti pratici per individuare le lacune emergenti, favorire la crescita continua delle persone ed eliminare le barriere che limitano l’accesso ai talenti.
Pianificare le competenze future, non solo i posti vacanti attuali
Inizi individuando le competenze che la sua organizzazione fatica regolarmente a reclutare e le capacità che probabilmente diventeranno più importanti con l’evoluzione dei ruoli. Confronti poi queste esigenze con le competenze già disponibili internamente, per capire dove il reclutamento è indispensabile e dove lo sviluppo dei collaboratori può essere un’opzione migliore.
Una buona strategia consiste, ad esempio, nel:
- rivedere regolarmente i profili professionali;
- puntare sulle competenze trasferibili;
- usare i dati di reclutamento per individuare per tempo le carenze ricorrenti.
Rendere lo sviluppo delle competenze parte della strategia sui talenti
Una volta chiarite le future lacune di competenze, decida quali competenze possono essere sviluppate internamente invece di affidarsi solo alle assunzioni esterne. La formazione dovrebbe essere legata a reali esigenze aziendali e a ruoli che le persone possono realisticamente ricoprire.
Un approccio pratico consiste nel:
- dare priorità alle competenze sempre più difficili da reclutare;
- collegare la formazione a chiare opportunità di carriera o di ruolo;
- combinare apprendimento formale e sviluppo sul posto di lavoro;
- verificare se l’upskilling sta riducendo le lacune ricorrenti nelle assunzioni.
Ampliare la pipeline di talenti attraverso il reclutamento inclusivo
Inoltre, i datori di lavoro dovrebbero verificare se i propri processi di selezione stanno involontariamente restringendo l’accesso ai talenti. Requisiti non essenziali per il ruolo possono escludere candidati con competenze o potenziale rilevanti.
Ad esempio, i datori di lavoro possono:
- eliminare dagli annunci di lavoro i criteri non necessari;
- ampliare i canali di sourcing per raggiungere i gruppi sottorappresentati;
- esaminare le fasi di selezione alla ricerca di barriere che potrebbero svantaggiare determinati candidati.
Collegare il reclutamento a percorsi di carriera di lungo periodo
Infine, i datori di lavoro dovrebbero aiutare le persone a visualizzare più facilmente la propria crescita dopo l’ingresso in azienda. Percorsi di carriera più chiari aiutano le organizzazioni a trattenere le competenze al proprio interno, invece di tornare sul mercato esterno ogni volta che servono nuove capacità.
Per di più, ricorrere a sostituzioni esterne ogni volta che un requisito di competenze cambia invia un segnale negativo al mercato. Dimostra una mancanza di impegno dell’organizzazione nei confronti del proprio personale.
In pratica, i datori di lavoro possono:
- mostrare come i ruoli possono evolvere nel tempo;
- parlare delle prospettive di crescita già durante il reclutamento e l’onboarding.
Una pipeline di talenti sostenibile può rafforzare la resilienza della forza lavoro
Una pipeline di talenti sostenibile trasforma il modo in cui le organizzazioni rispondono alla carenza di competenze e all’evoluzione delle esigenze di personale. Integrando un reclutamento lungimirante, un upskilling continuo e pratiche inclusive, si riduce la dipendenza dalle assunzioni reattive e si valorizza al massimo il bacino di talenti disponibile: un principio cardine della metodologia Sustainable Work.
Gi Group Svizzera affianca i datori di lavoro nel tradurre questi principi in azioni concrete. Con soluzioni flessibili di lavoro temporaneo e di collocamento fisso, Gi Group unisce una profonda conoscenza del mercato locale a una pianificazione pratica della forza lavoro per rispondere a sfide di reclutamento in continua evoluzione.
FAQs (domande frequenti)
Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), l’adattabilità a lungo termine dipende da profili di competenze completi, che combinano competenze tecniche con competenze di base, digitali e socio-emotive. Questo aiuta i lavoratori a rispondere ai cambiamenti tecnologici, demografici e del mercato del lavoro.
Secondo l’OIL, i programmi di sviluppo delle competenze sono particolarmente efficaci quando combinano lezioni in aula ed esperienza in azienda e portano a qualifiche riconosciute.
In Svizzera, il 54% delle persone tra i 25 e i 44 anni e il 47% di quelle tra i 45 e i 64 anni hanno partecipato a percorsi di istruzione o formazione non formale negli ultimi 12 mesi, secondo l’OCSE.
Un’offerta di manodopera più ampia può contribuire a ridurre le carenze strutturali. Nel sondaggio del KOF, l’80% degli economisti si è detto favorevole a misure per aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, mentre il 78% ha sostenuto una maggiore partecipazione dei lavoratori più anziani.
La formazione professionale continua aiuta i lavoratori ad adattarsi al cambiamento dei requisiti di competenze. Nel sondaggio del KOF, il 78% degli economisti si è detto favorevole alla sua promozione come risposta alla carenza strutturale di manodopera.







